Magia Nera

La magia NERA è l’esecrabile arte di invocare spiriti maligni o demoni, con i quali viene sancito un patto formale o tacito.
La tradizione vuole che Cam, secondo figlio di Noè, la insegnasse e tramandasse ai posteri

Stregoneria

Secondo la mitologia popolare, la strega è un essere soprannaturale o una donna reale dotata di facoltà straordinarie, che svolge un’attività di magia nera o comunque dirige i suoi eccezionali poteri ai danni degli altri. La credenza in persone dotate di facoltà straordinarie non fu sradicata completamente neanche dalla spiritualità del cristianesimo che, d’altra parte, ereditava anche le idee, d’origine mitologica, relative a esseri soprannaturali nocivi. Queste credenze restarono tuttavia ai margini dell’ideologia cristiana per oltre un millennio: in sede teorica si distingueva nettamente tra le persone umane dedite alla magia nera – che mediante il malocchio, sortilegi, filtri, ecc. potevano danneggiare il prossimo – e le “strigae”, esseri soprannaturali – che volavano in aria, erano capaci di ogni sorta di metamorfosi, rapivano e mangiavano i bambini ecc. -. A cominciare dal XII secolo si hanno prove del fatto che nelle credenze e idee dell’epoca si stava operando una graduale fusione tra le due categorie di esseri nocivi; si verificava cioè un graduale ritorno a concetti che si ritrovano presso diversi popoli primitivi, che non distinguono chiaramente, o non distinguono affatto, tra le persone umane dedite alla magia nera e gli esseri demoniaci di cui si servono e in  cui esse stesse possono trasformarsi. Lentamente prendeva il sopravvento l’idea che certe persone umane e, in particolare le donne, fossero in contatto con il diavolo, il quale desse loro capacità nocive soprannaturali: in determinati luoghi e giorni (che per lo più sono luoghi e date di antichi culti pagani, la cui nuova funzione mostra la demonizzazione del paganesimo) avrebbe avuto il sabba, la riunione tra queste persone e i diavoli, e celebrata con orge sessuali.

S. Tommaso ammetteva la possibilità di un commercio sessuale tra persone umane e demoniache, e le sue disquisizioni sugli incubi e succubi non rimasero senza conseguenza per le future posizioni della Chiesa a riguardo delle streghe. Ma la prima presa di posizione ufficiale della Chiesa risale al 1233, data della bolla “Vox in Rama” di Gregorio IX; nel 1258 si ha il primo processo contro le streghe, e pare che nel 1275, a Tolosa, sia stata per la prima volta bruciata sul rogo una strega. La base giuridica di questi processi è stata elaborata dalla filosofia scolastica: poiché l’attività delle streghe si fonda su un patto col diavolo, essa implica un’apostasia e perciò cade sotto la competenza dell’Inquisizione. Al principio del XIV secolo l’accusa di stregoneria serve interessi politici e personali, come nella casa di Filippo il Bello contro i Templari e di papa Giovanni XXII contro il vescovo di Cahors, bruciato sul rogo sotto l’accusa di aver praticato sortilegi contro la vita del pontefice. Ma il periodo classico dei processi contro le streghe si estende tra il XV e il XVI secolo. Si calcola che complessivamente non meno di un milione di persone siano rimaste vittime della credenza nelle streghe, favorita dalle autorità ecclesiastiche, da personalità religiose sia cattoliche sia protestanti, dagli eruditi come dal fanatismo popolare. I protestanti, in parte per la particolare attenzione che dedicavano all’Antico Testamento, in parte perché anche il loro pensiero si fondava sulla scolastica, accettavano in pieno le idee relative al diavolo e alle streghe, e quasi un terzo delle vittime dei processi sono state bruciate in paesi protestanti. L’Italia fu tra i paesi meno funestati da questi processi, specie se si prescinde dalla Valtellina dove la maggior parte di essi ebbe luogo. Tra le opere che, giustificando e anzi spronando la persecuzione delle presunte streghe, ebbero un influsso infausto: il “Formicarius” di J. Nider (1440) e il “Malleus maleficarum” dei domenicani Henricus Institoris e Jakob Sprenger (1489).

Presso i popoli primitivi è molto frequente l’idea che ogni male provenga da forze extraumane (per es. da spiriti), contro cui si lotta con mezzi magici conosciuti e posseduti per lo più soltanto da persone particolari (stregoni, shiamani, ecc.); ma altre persone, dotate delle stesse facoltà speciali, si servono di queste a fini dannosi. La distinzione tra magia “bianca” e magia “nera” o stregoneria, tra stregoni buoni e cattivi, si fonda unicamente sul criterio dell’utilità sociale: la stregoneria non è tale se svolta ai danni di nemici o stranieri, e in tal caso può essere opera dello stregone “buono”. Anche  nelle cosiddette civiltà superiori e non soltanto nelle classi arretrate della popolazione, la credenza nella stregoneria è largamente diffusa. Documenti archeologici confermano la realtà della stregoneria anche nella vita quotidiana. Nel folclore molte sono le superstizioni relative alla stregoneria. Si crede che persone concepite nella notte dell’Annunciazione o del Natale abbiano facoltà di stregoni o streghe, che altre acquistino tali facoltà mediante un sacrilegio appositamente commesso, che inoltre gli stregoni possano trasformarsi in animali (gatti, pipistrelli, serpenti)o che si riuniscano in dati giorni sui monti o sotto certi alberi (noce di Benevento). Contro le supposte fatture (particolarmente efficaci quelle della notte di S. Giovanni) si ricorre a forme di protezione: si mette una scopa o una pannocchia di granoturco sull’uscio, perché gli stregoni siano costretti a contarne i chicchi prima di entrare in casa.

Rito per l’iniziazione alla stregoneria e alla magia

Il rito più comune per entrare nel mondo della stregoneria è quello della “Stella et Pater” ossia il padre nostro ripetuto al contrario, in piedi al centro di un pentacolo con due punte verso nord.

Il rito viene eseguito all’aperto, possibilmente fra gli alberi in una notte di luna piena o di temporale; altri, più informati li eseguono nelle feste Imbolc (festa stregonesca della purificazione, 2 febbraio) e negli equinozi. Altri ancora, a loro detta esperti (questi ultimi sono i più credibili) durante le Eclissi Solari.

In caso avvenga in una stanza, questa deve essere spoglia di qualsiasi cosa non pertinente al rito stesso, si ha bisogno di 10 (dieci) candele nere, da disporre sulle punte della stella (cinque) e altrettante sui vertici del pentagono formatosi all’interno della stella; la stella va disegnata con il sangue di un animale (il cui corpo va bruciato per offrirlo al maligno).
Compiuto questo primo scempio, accese le candele e messe per la stanza immagini di “Satana”, santini cristiani sfregiati, e croci capovolte si inizia il rito vero e proprio. Per prima cosa la “preghiera” è il Pater Noster al contrario ma in LATINO (non la riporto per ovvi motivi) ed è da recitare in piedi nel pentacolo, indossando una tunica di seta nera (solo quella e nient’altro). Il rito va svolto da soli o con la propria confraternita (nel caso quest’ultima sia già “entrata” in questo mondo, deve recitare la “preghiera” stando in piedi, in cerchio, intorno alla stella con indosso la sola tunica nera). Recitata la “preghiera” l’iniziato deve dire “Così Sia” concludendo così il rito e consacrandosi alla magia nera.

ATTENZIONE!

Coloro che volessero compiere questo rito devono sapere che non è un gioco! Non è da provare per sfizio o per incredulità… La paura, inoltre, la suggestione e altri fattori psicologici e, di conseguenza, le scariche di adrenalina, possono provocare malesseri o, addirittura la morte. Non è uno scherzo!

~ di hishtar su gennaio 2, 2010.

 
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